Pavimenti e rivestimenti in ceramica

I vantaggi di un pavimento o rivestimento in ceramica


La ceramica è un tipo di rivestimento adatto a tutti gli ambienti che offre una moltitudine di scelte tra colori, forme, finiture, etc.. .

E’ un prodotto naturale e la sostenibilità ambientale è una peculiarità del prodotto ceramico.

I materiali ceramici vengono considerati migliori rispetto ad altri tipi di materiale (come i leganti, gli organici, i lapidei, etc..) per le loro vantaggiose caratteristiche:

  • resistenza all’abrasione (valido per le piastrelle smaltate)
  • durezza
  • resistenza all’attacco chimico
  • igienicità
  • resistenza alla luce, al fuoco e all’aggressione di acidi e detergenti
  • natura refrattaria (resistenza ad altissime temperature)
  • conducibilità termica ed elettrica
  • decorabilità
  • resistenza ai carichi

Le piastrelle, oltre ad assumere tutte le sopracitate caratteristiche, sono convenienti perché dissipano il calore gradualmente, durature, non tossiche, riciclabili e garantiscono il risparmio energetico.

Processo di produzione della ceramica.


Per ottenere la piastrella di ceramicasi parte da un composto di materie prime, facilmente reperibili in natura, tra cui argilla e sabbie.

Il composto viene poi pressato e successivamente cotto in speciali forni che raggiungono temperature  tra i 1000 °C e i 1250 °C.

Una volta uscito dal forno, il “biscotto” verrà lavorato con tecniche diverse (colorazione o smaltatura, levigatura, rettifica) per ottenere il prodotto finito.

Una prima distinzione si ha tra le piastrelle smaltate e non.

Nelle piastrelle smaltate il materiale è ricoperto da uno strato di vetro per valorizzarla, proteggerla e renderla resistente alle macchie da assorbimento.
Nel secondo caso non è presente lo strato di vetro e la piastrella risulta essere molto più porosa.

Un’altra distinzione si ha tra le piastrelle smaltate: monocottura e bicottura.

Monocottura: l’impasto del materiale e lo smalto vengono cotti insieme, rapidamente e ad alte temperature, una volta soltanto. Questo tipo di lavorazione conferisce al prodotto diverse qualità tra cui resistenza al gelo, ai forti carichi di rottura e  all’abrasione, e una maggior coesione tra il supporto e lo smalto.

Tutto ciò rende la piastrella estremamente resistente, e la ceramica sottoposta a monocottura è molto adatta al rivestimento di pavimenti, sia per interni che per esterni.

In genere la monocottura viene colorata con smalti e, grazie ad appositi retini, si possono ottenere diversi effetti (pietra, marmo, legno, etc..).

Questo rivestimento della ceramica rende la piastrella impermeabile e ne consente la colorazione.

Bicottura: la piastrella subisce due processi di cottura a temperature più basse. La prima cottura avviene senza smalto, il quale verrà applicato in un secondo momento utilizzando diverse tecniche in base al tipo di risultato che si vuole ottenere, e può essere  uniforme, a gocce, secondo forme geometriche (utilizzando dei retini preformati sui quali viene “spruzzato” lo smalto), ecc.

Dopo aver applicato lo smalto, le piastrelle vengono cotte una seconda volta sostanzialmente per fissare lo strato superficiale di smalto.

In questo caso la piastrella è senz’altro più pregiata e raffinata, ma anche meno resistente, adatta solamente al rivestimento di pareti (ad es. di bagni e cucine) e di muretti divisori.

Il Gres porcellanato

C’è poi il grès porcellanato, una miscela di argille selezionate cotte ad alte temperature che può essere smaltato e non e che si può applicare sia alle pareti che ai pavimenti.

E’ un materiale molto resistente, inattaccabile dagli acidi, quasi del tutto impermeabile (una piastrella in grès porcellanato deve avere un assorbimento d’acqua uguale o inferiore allo 0.5%).

Grazie alle sue qualità questo tipo di materiale può essere usato sia per interni che per esterni, per uso residenziale, privato e anche per luoghi pubblici come centri commerciali, uffici, alberghi, etc…

Come scegliere le piastrelle in ceramica


Prima di scegliere il formato delle piastrelle bisogna tener presente quali sono le caratteristiche del locale nel quale andrà inserito il rivestimento (grandezza del locale, uminosità), l’arredamento, gli aspetti tecnici ed estetici.

Gli aspetti tecnici sono molto importanti se le piastrelle sono posate in ambienti con particolari fattori di criticità come una struttura pubblica o un’industria.

Formati e posa.

I formati più comuni sono quadrati e rettangolari.

Si consiglia di prediligere delle dimensioni piccole per locali piccoli (10×10, 20×20, 30×30, 40×40 cm) mentre per locali più spaziosi o per la zona giorno si possono provare anche formati come i 50×50 o 60×60 che sono più moderni.

Per un effetto ottico, la posa in diagonale (a spina di pesce) dilata gli spazi e può essere utile per dare un senso di continuità tra essi.

Valutare anche il bordo della piastrella: se è arrotondato, la fuga in caso di posa risulterà evidente e potrebbe fungere da elemento decorativo, al contrario, se le piastrelle hanno bordi ben calibrati si possono accostare l’una all’altra, creando in questo modo una specie di superficie uniforme, senza essere dunque intervallato dalla fuga.

Per la posa è opportuno ordinare un 10-15% di metri quadri in più rispetto ai metri quadri effettivi da rivestire perché bisogna tener conto delle eventuali piastrelle da tagliare o forare o, più semplicemente, da sostituire in caso di ipotetiche riparazioni.

Come pulire un pavimento in ceramica?


Le piastrelle di ceramica non sono tutte uguali: è meglio sapere con che tipo di piastrelle si ha a che fare ed è meglio prendere i prodotti giusti perché alcuni potrebbero danneggiarle irreparabilmente.

I prodotti per la pulizia delle ceramiche NON devono essere assolutamente abrasivi, ma delicati.

Per un detergente fai-da-te efficace mischiate acqua calda, aceto bianco e una minima parte di detersivo per piatti.

  1. Piastrelle applicate sulle pareti: per evitare la comparsa di aloni dopo le operazioni di pulizia è consigliato procedere con una semplice spugna ed una soluzione composta da acqua e comune detersivo, asciugandole successivamente con un panno.
  2. Piastrelle dei pavimenti: inizialmente andrebbero pulite con una scopa o un aspirapolvere (per togliere la polvere e altri residui superficiali) e poi con uno straccio, acqua e detersivo (è consigliabile usare 2 secchi, uno per l’acqua pulita e uno per l’acqua sporca e di cambiare straccio quando si passa da una stanza all’altra). Far asciugare bene, asciugare poi con un semplice panno assicurandosi di eliminare così eventuali residui del lavaggio. Ripassare di nuovo l’aspirapolvere.